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Organizzare un evento a Milano: fornitori, tempi e autorizzazioni

Di Ludmila Cott · Cofondatrice e Produttrice

Data fissata, budget approvato, location ancora da firmare. Se dovete organizzare un evento a Milano e non avete mai prodotto in città, la prima cosa da capire è che il calendario non lo decidete voi: lo decidono la pratica amministrativa dello spazio e le agende dei fornitori. Tutto il resto si incastra dopo.

La prima domanda riguarda lo spazio, non il concept

Una sola domanda condiziona l’intero progetto: lo spazio è già un luogo autorizzato ad accogliere pubblico, oppure va reso tale per la vostra serata?

Un centro congressi, un padiglione fieristico o un teatro arrivano con la pratica viva: agibilità, capienza dichiarata, impianti verificati, piano di emergenza. Entrate in un sistema che funziona già e dovete solo inserirci il vostro evento.

Un capannone, un rooftop, una sede aziendale, un cortile o una piazza sono l’opposto. Lì l’autorizzazione non esiste ancora: va costruita per il vostro evento, con elaborati, tecnico responsabile, collaudi e verifica. È il percorso più caro in termini di tempo, ed è dove le produzioni perdono la data.

Le pratiche, nell’ordine che funziona

L’ordine conta più della velocità, perché ogni passaggio produce il documento che serve al successivo:

  1. Capienza e layout. Nulla si muove senza una planimetria con affollamento, uscite, vie di esodo e posizione degli allestimenti. È l’elaborato che vi chiederanno tutti.
  2. Progetto tecnico e responsabili. Palco, tribune, strutture temporanee, impianti elettrici: relazioni, calcoli e firme di professionisti abilitati. Senza, non c’è verifica possibile.
  3. Agibilità del luogo di spettacolo, con l’eventuale passaggio in commissione di vigilanza quando gli allestimenti incidono su capienza ed esodo.
  4. Suolo pubblico e viabilità, se uscite dai muri: occupazione, finestre di carico e scarico, provvedimenti sulla circolazione.
  5. Safety e security. Piano di emergenza ed evacuazione, presidio sanitario dimensionato sul pubblico atteso, servizio d’ordine, e il confronto con le autorità competenti quando il numero lo richiede.
  6. Somministrazione di alimenti e bevande, con la segnalazione dovuta e i requisiti igienico sanitari.
  7. SIAE. La musica eseguita, dal vivo o riprodotta, si dichiara prima, non dopo.

Nessuno di questi passaggi accetta il “lo risolviamo la settimana dell’evento”. Invertire l’ordine non fa guadagnare tempo: lo fa perdere.

I fornitori: chi si blocca per primo

Non tutti i fornitori hanno lo stesso potere di far saltare la data. L’ordine di blocco è questo:

Molti dei problemi che si scaricano su queste voci nascono a monte: vale la pena rileggere gli errori più comuni nell’organizzare un evento.

Il calendario di Milano decide i prezzi

Milano ha settimane in cui tutta la città produce insieme: la settimana del design, le settimane della moda, la stagione fieristica di Rho. Quando i padiglioni girano a pieno regime, palchi, generatori, ponteggi, hostess e tecnici mancano ovunque nella stessa settimana, gli alberghi raddoppiano e i preventivi cambiano faccia. All’opposto, buona parte di agosto è ferma.

Verificare il calendario della città prima di fissare la data fa risparmiare più di qualsiasi trattativa successiva. È lo stesso ragionamento di quanto tempo serve per produrre un evento e di come si costruisce un budget realistico.

Produrre a Milano senza avere un ufficio a Milano

Diciamolo chiaramente: SOMOS DER è una società argentina e non ha un ufficio a Milano. Il modello è un altro, ed è più solido: la direzione di produzione si sposta, i fornitori sono quelli del mercato locale, e la squadra di campo viene assunta, formata e diretta da noi, con le nostre procedure.

Non è una promessa sulla carta. Alla Fiera internazionale del libro del Guatemala abbiamo gestito oltre 90.000 accrediti in 13 giorni, con il sistema configurato da Buenos Aires e la squadra locale formata da noi. Il tour Brainrots sono state 10 date in 5 città della Spagna con lo stesso impianto. Per Manchester City abbiamo applicato un protocollo definito dalla sede di Manchester. Per DiDi, insieme all’agenzia messicana Backyard Group, lanci in tre province argentine sotto un contratto quadro.

Avete un progetto a Milano e un retroplanning da mettere in sicurezza? Parliamone.

Domande frequenti

Avete domande? Abbiamo le risposte.

Quanto tempo serve per organizzare un evento a Milano?

Il tempo non lo decide la vostra agenda, lo decide lo spazio. Un luogo già autorizzato come locale di pubblico spettacolo, con agibilità e capienza dichiarate, accorcia moltissimo il percorso. Un capannone, un rooftop, una sede aziendale o il suolo pubblico richiedono progetto, tecnico abilitato, collaudi e spesso il passaggio in commissione di vigilanza: lì i tempi si allungano e non si comprimono. La domanda giusta non è quante settimane mancano, ma in che stato è la pratica del luogo.

Quali autorizzazioni servono per un evento a Milano?

Dipende dal luogo e dal formato. Le pratiche passano dallo sportello unico del Comune e riguardano tipicamente l'agibilità del luogo di spettacolo, la capienza, l'eventuale occupazione di suolo pubblico, i provvedimenti sulla viabilità se si chiude una via, la segnalazione per la somministrazione di alimenti e bevande, il piano di emergenza ed evacuazione con il presidio sanitario e la dichiarazione delle opere musicali alla SIAE. Ogni passaggio richiede un documento prodotto in quello precedente.

Quando serve la commissione di vigilanza?

Quando lo spazio non è già un locale di pubblico spettacolo agibile, oppure quando gli allestimenti che portate dentro cambiano capienza, uscite e vie di esodo. In quel caso servono elaborati grafici, relazioni tecniche, dichiarazioni di conformità degli impianti e collaudi delle strutture, firmati da professionisti abilitati. Scoprirlo dopo aver firmato il contratto della location è l'errore più costoso di tutta la produzione.

Si può produrre un evento a Milano senza avere una struttura in città?

Sì, se qualcuno assume, forma e dirige la squadra locale invece di limitarsi a subappaltare. È il modello con cui lavoriamo fuori dall'Argentina: la direzione di produzione si sposta, i fornitori sono quelli di piazza e il personale di campo viene assunto e formato da noi, con le nostre procedure, come abbiamo fatto in Guatemala e in Spagna.

Avete un evento? Parliamone.

Raccontateci di cosa avete bisogno e prepariamo una proposta. Rispondiamo in fretta.